Antonello Venditti ha mantenuto la sua promessa!
Lo scorso anno aveva promesso il suo ritorno a Torino e così è stato. Città da lui tanto amata a tal punto da dedicarle una canzone.
Città che non lo delude mai, il suo pubblico che tanto lo adora anche per questo tour non l’ha deluso, l’ha acclamato, applaudito e cantato nell’ Arena dell’Inalpi, unendo più generazioni.
Antonello celebra il 40esimo anniversario del suo album ” Cuore” con un Live speciale intitolato
” Notte prima degli esami 1984-2024″.
Il Live è un viaggio emozionale fatto con le sue canzoni, viaggio di racconti e di musica, un tuffo nel passato con i suoi brani più rappresentativi, con i suoi successi, racconti personali, aneddoti, storia, calcio, c’e’ tutta la sua vita e la nostra in questo concerto.
Venditti Arriva sulla scena, quella scena che tutti aspettiamo, un pianoforte bianco come il suo cappello appoggiatovi sopra ad aspettarlo. Le note di ” Bomba o non bomba” danno il via al grande coro dell’Inalpi, saluta Torino, è felice, commosso ed emozionato di ritornare qui.
Ogni canzone ha un aneddoto, una storia , il pubblico rapito è attentissimo.
Dall’album ” Cuore” ( nono album in studio di Antonello Venditti, pubblicato nel 1984) ci ripropone l’iconica ” Notte prima degli esami”, canzone rappresentativa dell’artista associata al momento degli esami per gli studenti;
” Ci vorrebbe un amico” ” Piero e Cinzia”.
Insieme alla sua super band propone brani storici come ” Sotto il segno dei pesci” e ” Giulio Cesare”, un viaggio che attraversa decenni di carriera.
E’ un importante anniversario, celebrarlo con lui è emozionante!
Questo Tour non è solo un concerto, ma una celebrazione di tutto ciò che è Venditti.
Ogni tappa, ogni nota, ogni parola è la passione che ha messo in ogni singola canzone, è Cuore e in questo live il cuore di Antonello batte più forte che mai entrando in sintonia con il suo pubblico facendolo sentire parte integrante della sua carriera.
“Cuore” non solo un album, non solo un concerto ma un modo per ringraziare chi lo ha accompagnato lungo il suo percorso
Testo di Simona Sorbara. Photogallery di Tonio Polia